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Normativa UE3 min di lettura

Direttiva EmpCo da domenica: quali paesi UE sono pronti per le nuove regole sui green claim

Le regole UE contro il greenwashing della direttiva (UE) 2024/825 si applicano dal 27 settembre 2026. Germania, Italia e Paesi Bassi sono pronti. Francia e Spagna no, e la legge polacca si applicherà solo un anno dopo. Cosa significa per un’impresa che vende in più paesi.

Un responsabile marketing stacca un adesivo verde a forma di foglia da un flacone in un piccolo ufficio

Da domenica 27 settembre 2026 si applicano le nuove regole UE sulle asserzioni ambientali. La direttiva (UE) 2024/825, nota come EmpCo, vieta le asserzioni ambientali vaghe, le dichiarazioni di neutralità climatica basate sulla compensazione e i marchi di sostenibilità che nessuno verifica in modo indipendente. Gli Stati membri dovevano recepirla entro il 27 marzo 2026.

Non tutti l’hanno fatto. Il 28 maggio 2026 la Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a 20 Stati membri che non avevano comunicato un recepimento completo. Ecco a che punto sono i mercati principali due giorni prima della data.

A che punto sono i principali paesi

Recepimento nazionale della direttiva EmpCo, 25 settembre 2026
PaeseAtto nazionaleRegole applicabili dal
GermaniaTerza legge di modifica della legge contro la concorrenza sleale (UWG), pubblicata nella Gazzetta ufficiale federale a febbraio 202627 settembre 2026
ItaliaDecreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che modifica il Codice del consumo, in vigore dal 24 marzo 202627 settembre 2026
Paesi BassiLegge di recepimento approvata a maggio 2026; vigila l’autorità ACM27 settembre 2026
FranciaInserita in un disegno di legge di adeguamento al diritto UE, approvato dal Senato a febbraio 2026 e ancora all’esame dell’Assemblea nazionaleNon ancora recepita
SpagnaInserita nella bozza della legge sul consumo sostenibile, ancora in fase di bozzaNon ancora recepita
PoloniaLegge del 4 settembre 2026, approvata da Sejm e Senato, in attesa della firma del presidente27 settembre 2027

La legge polacca fissa una propria data di avvio un anno intero dopo quella UE. La Francia non parte da zero: dal 2023 un’impresa che dichiara un prodotto neutro in carbonio deve pubblicare un bilancio dei gas serra e un piano di riduzione.

Cosa è vietato dal 27 settembre

  • Le asserzioni generiche come «ecologico», «verde» o «amico del clima», a meno che tu non possa dimostrare per l’asserzione un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali.
  • Le dichiarazioni sul clima basate sulla compensazione. Dire che un prodotto ha un impatto climatico neutro, ridotto o positivo perché hai acquistato crediti di carbonio.
  • I marchi fatti in casa. I marchi di sostenibilità che non si basano su un sistema di certificazione con verifiche indipendenti né sono istituiti da autorità pubbliche.
  • Le asserzioni sull’intero prodotto riferite a una caratteristica che riguarda solo una parte del prodotto o dell’attività.
  • Le asserzioni sul futuro senza un piano. Un obiettivo come le zero emissioni nette entro il 2040 richiede un piano di attuazione dettagliato e realistico, verificato regolarmente da un esperto indipendente.

Se il tuo paese è in ritardo

Di regola, una direttiva non recepita non vincola direttamente le imprese private. Ma le asserzioni ambientali raramente restano in un solo paese. Un sito web, un’etichetta o un catalogo che raggiunge clienti tedeschi, italiani o olandesi ricade da domenica nelle loro regole nazionali, qualunque cosa preveda la legge del paese in cui ha sede l’impresa. Anche le regole ordinarie contro la pubblicità ingannevole continuano a valere ovunque, e giudici e autorità le interpretano già in modo severo.

La risposta pratica è applicare da subito le regole UE a ogni asserzione, ovunque. È più semplice che seguire sei calendari, e i paesi in ritardo arriveranno alle stesse regole.

Tre controlli prima di lunedì

  1. Raccogli ogni asserzione: imballaggi, pagine prodotto, firme email, presentazioni commerciali, LinkedIn. Segna quelle vaghe e quelle basate sulla compensazione.
  2. Sostituisci le parole vaghe con numeri che puoi dimostrare, per esempio «40% di energia in meno per unità rispetto al 2020», con il calcolo agli atti.
  3. Mantieni la compensazione, cambia la frase. Acquistare crediti resta consentito. Presentalo come contributo, separato dalle tue emissioni, non come neutralità.

Le nostre guide spiegano per intero la direttiva EmpCo e come dimostrare le asserzioni che mantieni. I numeri dietro un’asserzione credibile, come le emissioni per unità o la variazione rispetto a un anno base, vengono da un’impronta di carbonio, ed è ciò che produce la Contabilità carbonica di Greener Ahead.

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